Stemma di don Leonardo Maria Pompei Don Leonardo Maria Pompei Sacerdote · Apostolato

Blog · 2016-11-11

Le proprietà e relazioni delle Persone Divine

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Le Tre Persone divine della Santissima Trinità hanno in tutto uguali attributi perché tutte e tre pienamente e totalmente partecipi della identica e comune sostanza divina. In che cosa allora si distinguono il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo?



Molto interessanti sono le considerazioni del simbolo Quicumque a proposito degli attributi delle Persone divine, stante l’unicità della natura pur nella Trinità delle persone. Ad una coscienza non ben formata, infatti, potrebbe non essere troppo chiaro un concetto di fondamentale importanza. Ciò che si predica di una Persona divina è immediatamente, sic et simpliciter, attribuibile, anzi necessariamente da attribuire, anche alle altre. L’onnipotenza, per esempio, che il simbolo di Nicea - Costantinopoli attribuisce alla persona del Padre, non è un attributo a Lui esclusivo, ma comune anche alle altre due. Stesso discorso vale per qualunque cosa si predichi di ciascuna delle persone divine: essere creatore, essere onnipotente, essere onnisciente, essere immenso, etc., ossia tutti gli attributi propri ed esclusivi della divinità, sono patrimonio identico e comune a ciascuna delle tre persone divine, perché ciascuna di esse è pienamente e totalmente partecipe della vera sostanza divina. Ecco perché si specifica che non ci sono tre onnipotenti ma un solo onnipotente, non tre signori ma un solo signore, non tre dèi ma un solo Dio. Perché ogni attributo si predica non della singola persona, ma della natura, che è unica e perfettamente ed identicamente partecipata da Ciascuno dei Tre. A questo punto però potrebbe sorgere il dubbio: ma allora non c’è nessuna differenza tra le persone divine? C’è ed è essenziale ed importante. Le differenze sono da cercare nelle relazioni di origine tra le persone divine e nelle proprietà di ciascuna di esse. Il simbolo chiarisce che il Padre - e solo Lui - non è stato fatto da alcuno, né creato né generato. Dunque la sua proprietà è essere innascibile e la sua relazione col Figlio è quella di esserne il “generante”. Il Figlio, a sua volta, ha col Padre la relazione dell’essere generato (da Lui e da Lui solo), non fatto, né creato (altrimenti non sarebbe vero Dio), ma appunto generato“ della stessa sostanza del Padre” (come avrebbe specificato il Simbolo di Nicea - Costantinopoli). Il Padre, dunque, innascibile, è l’origine della divinità che trasmette totalmente, completamente ed eternamente per generazione al Figlio che da Lui viene e che ha, quindi, come proprietà specifica quella dell’essere generato. Lo Spirito Santo, a sua volta, ha una relazione d’origine peculiare e specifica col Padre e col Figlio da cui procede per via di spirazione, non di generazione, né, ovviamente, di creazione. Dalla relazione di amore tra il Padre e il Figlio, lo Spirito Santo procede come Amore sussistente. Sua proprietà è dunque quella di spirare per via di processione dal Padre e dal Figlio. Da tutto questo si capisce che se una e identica è la natura divina dei Tre, essi sono tuttavia realmente distinti e ciascuno con la sua peculiare proprietà. C’è un solo Padre e non “tre Padri”, perché solo la prima persona della Santissima Trinità è innascibile ed è l’origine della divinità tramite generazione del Figlio e, con Lui e per mezzo di Lui, processione dello Spirito Santo. C’è un solo Figlio e non “tre Figli”, perché solo la seconda persona della Santissima Trinità è eternamente generata dal Padre, da cui riceve la pienezza della divinità, proprietà che è solo sua e non anche del Padre e dello Spirito Santo. Infine c’è un solo Spirito Santo e non “tre Spiriti Santi”, perché solo la terza persona della Santissima Trinità procede per spirazione (non per generazione, come il Figlio) dal Padre e dal Figlio, senza poter essere (come solo il Padre lo è) innascibile e, quindi, origine della divinità. Questa reale distinzione e questo ordine (“taxis”) delle tre persone divine (che sono il Padre - la prima, il Figlio - la seconda e lo Spirito Santo - la terza) non deve però far pensare alla benché minima diversità o “gradazione” o gerarchia tra i Tre: le persone sono coeterne e coeguali, senza un maggiore o un minore, senza che qualcuno venga prima o dopo e senza nessun’altra distinzione che non sia quella delle relazioni di origine che danno luogo, come abbiamo visto, alla singola proprietà di ciascuna persona. Certamente la Santissima Trinità rimane un mistero, ma occorre pensarla e concepirla solo e soltanto in questo modo, per quanto la sua ineffabilità sovrasti la nostra piccola mente e le nostre possibilità di comprensione. Per ottenere l’eterna salvezza questo - e solo questo - è il modo corretto di pensare la Santissima Trinità.


Articolo di Don Leonardo Maria Pompei — Blog.