Stemma di don Leonardo Maria Pompei Don Leonardo Maria Pompei Sacerdote · Apostolato

Blog · 2017-03-09

La Santissima Trinità: proprietà e relazioni

← Tutti gli articoli

Tutti gli attributi divini appartengono a tutte e a ciascuna delle Tre Persone della Santissima Trinità. Riflettiamo in questo articolo sull’Eternità, sull’Onnipotenza e l’Onniscienza di Dio: Egli non solo è immortale, ma EternoEgli può tutto, e tutto conosce.

Il Tomus Damasi è un vero piccolo capolavoro di teologia trinitaria. Una sorta di trattato in forma concentrata, dinanzi al quale si rimane semplicemente incantati. 
Siamo giunti alla sezione in cui si afferma che alcuni degli attributi divini in senso stretto (eternità, onnipotenza, onniscienza, onnipresenza) sono necessariamente da predicare, senza alcuna distinzione e differenza, di ciascuna delle tre persone divine. Essendo, infatti, attributi della divinità ed essendo unica ed identica la natura divina pienamente e parimenti posseduta dal Padre, dal Figlio e dallo Spirito Santo, è evidente che di ciascuna delle Tre persone si possono indistintamente predicare. L’eternità è uno dei più sbalorditivi attributi divini, completamente trascendente la nostra possibilità di comprensione. Il concetto di eterno è, infatti. distinto da quello di immortale, che è più facilmente comprensibile e concepibile da mente umana. “Immortale” è qualcosa che è destinato a durare per sempre; “eterno”, invece, è qualcosa che esiste da sempre, cioè non ha un momento di inizio (oltre a non avere alcun termine finale). La nostra mente non può arrivare a concepire questo, proprio perché, come amava dire sant’Agostino, “si comprehendis, non est Deus” (“se lo comprendessi, non sarebbe Dio”). Guai quindi a pensare che “prima” c’era il Padre, “poi” il Figlio, “poi” lo Spirito Santo, immaginando una qualunque anche infinitesimale sequenza temporale nell’ordine di esserci dei Tre. Nella Trinità non c’è un “prima” e un “poi” così come non c’è un “maggiore” e un “minore”. Questo appare evidente anche nell’attributo dell’onnipotenza. Ciascuna delle Tre Persone divine può tutto, semplicemente con un atto del suo volere, che istantaneamente, immediatamente, immancabilmente e inesorabilmente produce quello che vuole, senza che niente e nessuno possa in nessun modo opporre la benché minima resistenza. Si pensi ad alcuni miracoli di Gesù. Gli chiedevano: “se vuoi, puoi guarirmi!”. Cosa rispondeva? “Lo voglio, guarisci!”. Ed ecco, istantaneo, il miracolo dell’immediata guarigione (cf, per esempio, Mc 1,40-41). La considerazione e la meditazione attenta di questo importantissimo attributo dovrebbe da un lato ricolmarci di gioia, dall’altro renderci assai cauti e prudenti nelle affermazioni grossolane e pressappochiste su Dio e il suo operato. Tutto quello che accade, si svolge sotto divina permissione e con il divino consenso. E se Dio non impedisce o non ferma un qualche male, è perché non vuole, non perché non può. In base a ciò sarebbe assai ingiurioso giudicare il suo operato, perché quello che Dio permette, essendo Egli sovranamente buono, è sempre per un fine di bontà, che noi, esseri limitati e piccoli, non riusciamo né potremmo in alcun modo vedere. Si apre in questo modo lo scenario sulla onniscienza divina, il terzo attributo esplicitamente menzionato dal Tomus (“Chi non confessa che il Figlio… tutto sa”; “Chi non confessa che lo Spirito Santo tutto conosce”). Dio tutto sa, con conoscenza sicurissima, certissima e assolutamente infallibile. La sua scienza si estende, come insegna san Tommaso, a due forme di possibili conoscenza (“scienza di visione” e “scienza di intelligenza”) che coprono i due tipi di eventi contingenti che possono verificarsi nel mondo: le cose che realmente sono state, sono e saranno (cioè i fatti storici, o, tecnicamente, “contingenti necessari”) e quelle che avrebbero potuto essere, potrebbero essere nel presente o potrebbero accadere in futuro e invece non  sono mai state, non sono e non accadranno mai (cioè le possibilità ideali, ma non storiche, le ipotesi, o, tecnicamente, i “contingenti possibili”). Anche su questo attributo la nostra mente da un lato si perde, dall’altro dovrebbe essere ricolma di gioia e riposare nell’assoluta pace e completo abbandono nelle mani di un Dio tanto grande e tanto potente. Dio conosce dunque presente, passato futuro in quello che è effettivamente stato o sarà, ma anche in ciò che potrebbe essere. Non solo: la “scienza di intelligenza” con cui Dio conosce i “contingenti possibili” copre tutte le possibili variabili che avrebbero potuto scaturire da un certo evento. Vorrei fare un esempio concreto e moralmente rilevante per far comprendere qualcosa di questo attributo. Supponiamo che una coppia di sposi scegliesse di chiudersi alla vita e mettesse al mondo solo due figli, avendo scelto di ricorrere alla contraccezione. La scienza di visione di Dio ha da sempre saputo che questa coppia, peccando, si sarebbe chiusa alla sua volontà e quindi da sempre sapeva che solo due anime Egli avrebbe creato come figli di quella coppia. Ma la scienza di intelligenza di Dio conosce il numero reale ed effettivo di figli che Lui avrebbe voluto dare a quella coppia, se essa avesse fatto la divina volontà e non la propria. E sa anche tutto ciò che quelle creature avrebbero compiuto effettivamente (e anche avrebbero potuto compiere) qualora fossero venute sul pianeta terra. Domanda “pastorale”: e se Dio nel giudizio particolare mostrasse a quella coppia il suo libro con quello che avrebbero dovuto scriverci se avessero fatto la divina volontà, come si sentiranno? A prescindere da questo esempio un po’ inquietante (di quella salutare inquietudine che dovrebbe far riflettere e pensare con ponderazione, prima di fare sconsideratamente e superficialmente scelte di cui non ci saranno lacrime sufficienti per pentirsi), se noi imparassimo davvero ad abbandonarci in tutto alla divina volontà, credendo veramente, come diceva il buon san Francesco, che Dio tutto sa e tutto può, cammineremmo a passi da gigante verso la santità ed avremmo una vita piena di pace, di gioia, di serenità e di calma santissima e assolutamente imperturbabile.

Articolo di Don Leonardo Maria Pompei — Blog.