Stemma di don Leonardo Maria Pompei Don Leonardo Maria Pompei Sacerdote · Apostolato

Blog · 2017-03-23

Le Tre Persone: Padre, Figlio e Spirito Santo

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Come è spiegato sapientemente nel “Tomus Damasi”, la salvezza dei Cristiani consiste nel credere e nell’essere battezzati nel Nome della Santissima Trinità e nell’ammettere per fede senza tentennamenti che la vera, unica divinità è propria di tutte e Tre le Persone; contro ciò che invece è stato diversamente affermato con le varie eresie nel corso dei secoli.


Concludiamo l’analisi dello splendido Tomus Damasi con alcune tra le ultime affermazioni che completano il quadro della retta comprensione del mistero della Santissima Trinità. Anzitutto quelle, bellissime, in base alle quali vi è “un’unica divinità, potestà, maestà, potenza, un’unica gloria, dominazione, un unico regno, un’unica volontà e verità del Padre e del Figlio” e che “le vere persone, Padre, Figlio e Spirito Santo sono uguali tra di loro, vivono sempre, tutto abbracciano, il visibile e l’invisibile, tutto possono, tutto giudicano, tutto vivificano, tutto creano, tutto conservano”. Sono verità di fede meravigliose e che non lasciano adito a dubbi o ambiguità, come era - per la verità - stile comune delle antiche e tradizionali definizioni di fede, volte a sgombrare il campo da ogni possibile equivoco e a mettere alla corda chiunque volesse in qualunque modo intaccare il Sacro Deposito, che deve essere custodito integro e, per quanto possibile, chiaro e comprensibile.
Un’altra eresia che flagellò il tormentato IV secolo fu quella dei nemici dello Spirito Santo (“pneumatomachi”), i quali negavano la vera divinità della terza persona divina. Contro di essi abbiamo numerose sentenze chiare e perentorie del Tomus. La prima riguarda l’onnipotenza, l’onniscienza e l’onnipresenza dello Spirito Santo (“Chi non confessa che lo Spirito Santo tutto può e tutto conosce e che è ovunque presente, come il Padre e il Figlio, è eretico”). La seconda condanna le affermazioni di chi, esplicitamente o implicitamente, affermava la creaturalità dello Spirito Santo (“Chi dice che lo Spirito Santo sia una creatura o che sia stato creato mediante il Figlio, è eretico”). La terza riguarda l’attività creatrice dello Spirito Santo, che è prerogativa propriamente divina (Chi non confessa che il Padre ha fatto, mediante il Figlio e lo Spirito Santo, tutte le cose, visibili e invisibili, è eretico”). La quarta afferma la necessità di rendere, alla terza persona divina, un culto di vera e propria “latria”, identica a quella che si rende alle persone del Padre e del Figlio (“Chi non confessa che lo Spirito Santo deve essere adorato da ogni creatura al pari del Padre e del Figlio, è eretico”). Infine troviamo sancita la necessità di avere una corretta comprensione del mistero dello Spirito Santo: Chi pensa correttamente del Padre e del Figlio, ma non ha una retta comprensione dello Spirito Santo, sia anatema, poiché tutti gli eretici, che pensano erroneamente del Figlio e dello Spirito Santo, si trovano nella perfidia dei giudei e dei pagani”.
Altra grande e grave eresia trinitaria dei primi secoli fu il cosiddetto “triteismo”, ossia quella corrente dottrinale che accentuava in maniera ipertrofica la trinità delle persone, dimenticando l’unità e unicità della sostanza divina e facendone, di fatto, tre dèi. Tale posizione ereticale viene severamente condannata nel penultimo asserto, che è tra l’altro sapientemente articolato e spiegato: “Chi, dicendo che il Padre è Dio e il Figlio pure è Dio e che lo è ugualmente lo Spirito Santo, li separa e pretende perciò di dire “dèi” e non “Dio”, a motivo di quell’unica divinità e potenza, che noi crediamo e sappiamo appartenere al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo; chi, escludendo il Figlio e lo Spirito, dice che solo il Padre si deve chiamare Dio e che solo in questo modo pensa ad un unico Dio, erra nella fede ed è pari a un giudeo. Infatti, Dio applica il nome “dèi” anche agli angeli e ai santi tutti a motivo della grazia, mentre per il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo, a causa dell’unica e identica divinità, non va usato il nome “dèi”, ma è comandato di designarli col nome singolare di Dio. Infatti noi siamo battezzati nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo e non in quello degli arcangeli e degli angeli, come fanno, delirando, i propagatori dell’errore, giudei o pagani”.
Molte delle cose che abbiamo trattato in questi articoli potrebbero apparire, ad un lettore poco attento e formato, non strettamente necessarie alla salvezza, oppure troppo complicate per comprenderci qualcosa. Tuttavia la salvezza non può raggiungersi senza anzitutto una corretta comprensione della struttura portante di tutto “l’edificio della fede”, fondato sul dogma della Santissima Trinità da cui tutti i dogmi e le verità di fede definite discendono come frutti radiosi di uno splendido albero: “La salvezza dei cristiani consiste nel credere nella Santissima Trinità, e precisamente nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo, e, battezzati nel loro nome, nell’ammettere per fede, senza esitazione, che è propria di tutte e tre le persone la vera, unica divinità, potenza, maestà ed essenza”.

Articolo di Don Leonardo Maria Pompei — Blog.