Stemma di don Leonardo Maria Pompei Don Leonardo Maria Pompei Sacerdote · Apostolato

Blog · 2022-03-20

Imparare a fare l'esame di coscienza

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È impossibile fare una buona confessione senza adeguata preparazione



A detta di molti il sacramento che attualmente verserebbe in maggiore crisi è il sacramento della confessione. I fedeli non si confessano, quando lo fanno si confessano male, i confessori sarebbero poco disponibili e tra quelli che lo sono regnerebbe spesso un certo pressappochismo e sdolcinato buonismo, teso quasi sempre a minimizzare, giustificare o negare l’esistenza di colpe e peccati. Al di là di questo quadro, non certo incoraggiante, bisogna evidenziare che il sacramento della confessione è forse quello in cui la componente umana, sia del penitente che del confessore, gioca un ruolo assai maggiore che negli altri sacramenti. Infatti, come insegna san Tommaso d’Aquino e come ha sancito il Concilio di Trento, gli “atti del penitente” costituiscono la “quasi-materia” del sacramento. Si chiamano “quasi-materia” perché a differenza delle “materie” in senso stretto degli altri sacramenti (da cui, si ricordi e si badi, dipende la validità degli stessi e non solo la loro efficacia o fruttuosità), che sono sostanze appunto materiali (l’acqua per il battesimo, l’olio per l’unzione degli inferni, il pane e il vino per l’eucarestia, etc.), qui non si tratta di realtà concrete ed esterne, ma di disposizioni e atti soprattutto interiori (e qualcuno esterno) del penitente da cui dipende la validità della confessione. Nel senso che, se questi atti non vengono posti in essere o vengono posti male, non solo la confessione è sacrilega, ma è anche totalmente invalida (non si è cioè realmente perdonati dei propri peccati). Anche i requisiti soggettivi del confessore possono influire molto negativamente sulla validità del sacramento. Procediamo dunque con ordine, in omaggio al luminoso principio di san Tommaso d’Aquino, giusta il quale nelle cose di Dio occorrono poche idee chiare e distinte.
L’immortale catechismo di san Pio X (troppo frettolosamente messo in soffitta o archiviato come obsoleto e “anacronistico”) recitava limpidamente che per fare una buona confessione ci vogliono cinque condizioni: 1) Un buon esame di coscienza; 2) Il dolore dei peccati commessi; 3) Il proponimento di non più commetterli; 4) L’accusa integrale di tutti i propri peccati; 5) L’esecuzione fedele della soddisfazione sacramentale imposta dal sacerdote. Il primo punto è indispensabile per ben preparare la confessione; gli altri quattro (che, in senso stretto, si riducono a tre, in quanto il secondo e il terzo specificano il duplice contenuto del “pentimento”) costituiscono gli atti del penitente, a cui la validità della confessione è subordinata.
L’esame di coscienza è elemento fondamentale e indispensabile e richiede una buona formazione, oppure il ricorso a dei buoni schemi che mettano il penitente di fronte ai punti fondamentali su cui deve esaminarsi: i dieci comandamenti, i precetti generali della Chiesa, i doveri del proprio stato. Si tratta di un esame oggettivo, che presuppone il riconoscere il peccato come tale, senza indulgere a facili autogiustificazioni oppure a espressioni del tipo “per me questo non è peccato”. Il bene e il male non sono decisi arbitrariamente dalla coscienza soggettiva della persona, ma sono definiti oggettivamente dalla legge di Dio. Non si può non essere d’accordo, non si può dissentire; o meglio, liberissimi di farlo, rinunciando però ad andarsi a confessare, perché Dio non può perdonare chi gli si presenta dinanzi e confessa solo i peccati da lui ritenuti tali, calpestando disinvoltamente il resto dei suoi precetti con il pretesto di non condividerli. Se non si è d’accordo, bisogna pregare e chiedere al Signore la grazia della conversione, ovvero dell’accettazione piena, integrale e incondizionata delle esigenze della legge di Dio e rimandare la confessione ad un secondo momento. Avendo da sempre ricevuto molte richieste circa schemi per l’esame di coscienza, penserei di concludere questa prima parte proponendo uno schema per l’esame di coscienza pensato proprio per chi fa la confessione per adempiere il precetto pasquale, ovvero che aiuti la coscienza di un adulto (o giovane-adulto) a porsi dinanzi a Dio scoprendo quali sono i principali comportamenti che costituiscono colpa grave ai suoi occhi onde prenderne coscienza, pentirsene e confessarli sinceramente.

ESAME DI COSCIENZA
1. Rapporto con Dio
·      Irreligione: Prego regolarmente almeno mattino e alla sera?
·      Bestemmia: Ho bestemmiato Dio, la Madonna o i santi?
·      Comunioni sacrileghe: Ho fatto la comunione eucaristica in stato di peccato grave, senza confessarmi (magari in occasione di un funerale, o in matrimonio)?
·      Confessioni sacrileghe: Durante le mie confessioni passate, ho nascosto volutamente al confessore (non dicendolo) qualche grave peccato per paura di essere rimproverato o di non essere assolto, oppure per vergogna? Ho adempiuto la penitenza impostami dal confessore?
·      Digiuno e astinenza: ho digiunato il Mercoledì delle ceneri e il Venerdì santo (anche negli anni passati)? Ho mangiato carne i Venerdì di Quaresima e gli altri Venerdì dell’anno?
·      Precetto pasquale: mi sono sempre confessato e comunicato almeno per Pasqua?
·      Messa domenicale: Sono stato a Messa tutte le Domeniche e le feste comandate (Natale, Pasqua, Assunzione, Epifania, Ognissanti, Immacolata, Capodanno)?
·      Irriverenze: Durante la Messa, mi sono inginocchiato almeno durante la consacrazione? O sono rimasto sempre in piedi? Ho fatto la genuflessione dinanzi al Tabernacolo entrando in Chiesa?
·      Lavoro nel giorno festivo: Ho lavorato, senza esservi costretto da vera e grave necessità, di Domenica, privandomi del giusto riposo e del tempo da dedicare alla preghiera ed alla famiglia?
·      Profanazione del luogo sacro: sono entrato in Chiesa vestito in maniera indecorosa o indecente (con pantaloncini corti, maglie senza maniche, scollature, gonne al di sopra del ginocchio)?
·      Offese ai ministri di Dio: Ho parlato male della Chiesa, del Papa, dei sacerdoti? Ho contestato pubblicamente o privatamente le verità di fede cristiana o le posizioni del Papa e dei Vescovi?
·      Peccati contro la fede e la morale cattolica: Sono favorevole a dottrine contrarie al cristianesimo e condannate dalla Chiesa (aborto, divorzio, contraccezione, eutanasia, fecondazione artificiale, etc)? Ho dato il voto a partiti o persone che appoggiano queste aberrazioni? In passato ho votato a favore dell’aborto o del divorzio?
·      Superstizione: porto addosso o in casa amuleti, portafortuna, corni, ferri di cavallo o altre cose superstiziose?
2. Rapporti con il prossimo e con me stesso
·      Verso i genitori: Ho onorato i miei genitori? Li ho aiutati, anche economicamente, se sono nel bisogno? Mi prendo cura di loro, se anziani, o preferisco tenerli in ospizio?
·      Verso i figli: sono stato attento e premuroso? Li ho corretti con amore, se hanno sbagliato? O ho lasciato correre per quieto vivere? Ho pregato con i miei figli e in famiglia?
·      Verso il coniuge: Ho litigato con mia moglie/marito (magari davanti ai figli…)?
·      Odi, rancori, inimicizie: Ho odi, rancori o desideri di vendetta verso qualcuno? Sono in lite con qualcuno (non ci parlo), specialmente con qualche parente?
·      Aborto: Ho abortito oppure cooperato all’aborto, acconsentendovi o anche solo consigliandolo? Ho accompagnato qualcuno ad abortire?
·      Percosse: Ho usato violenza fisica contro le persone (coniuge, figli, nemici)?
·      Rapporti prematrimoniali? Se sono ancora fidanzato, ho peccato contro la purezza e la castità (attraverso il petting o la fornicazione)?
·      Adulterio: Ho commesso adulterio (anche solo col pensiero o con lo sguardo)?
·      Contraccezione: Ho adoperato mezzi contraccettivi contrari alla morale cattolica (pillola, profilattico, spirale, coito interrotto)?
·      Masturbazione: Ho commesso atti impuri in modo solitario?
·      Immoralità: Ho visto spettacoli immorali, letto stampa immorale, navigato su siti internet immorali?
·      Pensieri impuri: ho volontariamente guardato ciò che non si deve desiderandolo? Ho acconsentito e assecondato pensieri impuri?
·      Peccati contro il buon uso del denaro e dei beni: Ho pagato i miei debiti? Ho giocato d’azzardo? Ho restituito beni e denaro presi a prestito? Sono stato onesto nello stabilire prezzi o parcelle professionali? Ho frodato qualcuno (assicurazioni auto, clienti, fornitori, etc.)? Ho acquistato materiale di cui sapevo con certezza la provenienza illecita o dal contrabbando? Ho procurato gratuitamente danni all’ambiente (città, luogo di lavoro, natura)?
·      Volgarità e trivialità: sono volgare, triviale, scurrile nel modo di parlare? Ho detto parolacce? Ho fatto discorsi osceni?
·      Peccati contro la verità e la buona fama del prossimo: Ho mentito, alterando la verità? Ho parlato male di qualcuno? Di chi? Della Chiesa, del Papa, di qualche sacerdote?
·      Modestia e decoro nell’abbigliamento: Sono stato sempre casto, dignitoso, decoroso e modesto nel modo di vestirmi?

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