È impossibile fare una buona confessione senza adeguata preparazione
A detta di molti il sacramento che
attualmente verserebbe in maggiore crisi è il sacramento della confessione. I
fedeli non si confessano, quando lo fanno si confessano male, i confessori
sarebbero poco disponibili e tra quelli che lo sono regnerebbe spesso un certo
pressappochismo e sdolcinato buonismo, teso quasi sempre a minimizzare,
giustificare o negare l’esistenza di colpe e peccati. Al di là di questo
quadro, non certo incoraggiante, bisogna evidenziare che il sacramento della
confessione è forse quello in cui la componente umana, sia del penitente che
del confessore, gioca un ruolo assai maggiore che negli altri sacramenti.
Infatti, come insegna san Tommaso d’Aquino e come ha sancito il Concilio di Trento,
gli “atti del penitente” costituiscono la “quasi-materia” del sacramento. Si chiamano “quasi-materia”
perché a differenza delle “materie” in senso stretto degli altri sacramenti (da
cui, si ricordi e si badi, dipende la validità
degli stessi e non solo la loro efficacia o fruttuosità), che sono sostanze
appunto materiali (l’acqua per il battesimo, l’olio per l’unzione degli
inferni, il pane e il vino per l’eucarestia, etc.), qui non si tratta di realtà concrete ed esterne, ma di disposizioni e atti soprattutto interiori (e qualcuno esterno) del penitente da cui dipende
la validità della confessione. Nel
senso che, se questi atti non vengono posti in essere o vengono posti male, non
solo la confessione è sacrilega, ma è
anche totalmente invalida (non si è cioè realmente perdonati dei propri peccati). Anche i requisiti soggettivi del
confessore possono influire molto negativamente sulla validità
del sacramento. Procediamo dunque con ordine, in omaggio al luminoso
principio di san Tommaso d’Aquino, giusta il quale nelle cose di Dio occorrono poche idee chiare e distinte.
L’immortale catechismo di san Pio X (troppo
frettolosamente messo in soffitta o archiviato come obsoleto e “anacronistico”)
recitava limpidamente che per fare una buona confessione ci vogliono cinque condizioni: 1) Un buon esame di
coscienza; 2) Il dolore dei peccati commessi; 3) Il proponimento di non più
commetterli; 4) L’accusa integrale di tutti i propri peccati; 5) L’esecuzione
fedele della soddisfazione sacramentale imposta dal sacerdote. Il primo punto è
indispensabile per ben preparare la confessione; gli altri quattro (che, in
senso stretto, si riducono a tre, in quanto il secondo e il terzo specificano
il duplice contenuto del “pentimento”) costituiscono gli atti del penitente, a
cui la validità della confessione è subordinata.
L’esame di coscienza è elemento fondamentale
e indispensabile e richiede una buona formazione, oppure il ricorso a dei buoni
schemi che mettano il penitente di fronte ai punti fondamentali su cui deve
esaminarsi: i dieci comandamenti, i precetti generali della Chiesa, i doveri
del proprio stato. Si tratta di un esame oggettivo,
che presuppone il riconoscere il peccato come tale, senza indulgere a facili
autogiustificazioni oppure a espressioni del tipo “per me questo non è
peccato”. Il bene e il male non sono decisi arbitrariamente dalla coscienza soggettiva della persona, ma sono
definiti oggettivamente dalla legge
di Dio. Non si può non essere d’accordo, non si può dissentire; o meglio,
liberissimi di farlo, rinunciando però ad andarsi a confessare, perché Dio non
può perdonare chi gli si presenta dinanzi e confessa solo i peccati da lui
ritenuti tali, calpestando disinvoltamente il resto dei suoi precetti con il
pretesto di non condividerli. Se non si è d’accordo, bisogna pregare e chiedere
al Signore la grazia della conversione, ovvero dell’accettazione piena,
integrale e incondizionata delle esigenze della legge di Dio e rimandare la
confessione ad un secondo momento. Avendo da sempre ricevuto molte richieste
circa schemi per l’esame di coscienza, penserei di concludere questa prima
parte proponendo uno schema per l’esame di coscienza pensato proprio per chi fa
la confessione per adempiere il precetto pasquale, ovvero che aiuti la
coscienza di un adulto (o giovane-adulto) a porsi dinanzi a Dio scoprendo quali
sono i principali comportamenti che costituiscono colpa grave ai suoi occhi
onde prenderne coscienza, pentirsene e confessarli sinceramente.
ESAME DI COSCIENZA
1. Rapporto con Dio
· Irreligione: Prego regolarmente almeno mattino e alla
sera?
· Bestemmia: Ho bestemmiato Dio, la Madonna o i santi?
· Comunioni sacrileghe: Ho fatto la
comunione eucaristica in stato di peccato grave, senza confessarmi (magari in
occasione di un funerale, o in matrimonio)?
· Confessioni sacrileghe: Durante le mie
confessioni passate, ho nascosto volutamente al confessore (non dicendolo)
qualche grave peccato per paura di essere rimproverato o di non essere assolto,
oppure per vergogna? Ho adempiuto la penitenza impostami dal confessore?
· Digiuno e astinenza: ho digiunato il
Mercoledì delle ceneri e il Venerdì santo (anche negli anni passati)? Ho
mangiato carne i Venerdì di Quaresima e gli altri Venerdì dell’anno?
· Precetto pasquale: mi sono sempre confessato e comunicato almeno
per Pasqua?
· Messa domenicale: Sono stato a Messa
tutte le Domeniche e le feste
comandate (Natale, Pasqua, Assunzione, Epifania, Ognissanti, Immacolata,
Capodanno)?
· Irriverenze: Durante la Messa, mi sono inginocchiato almeno durante la consacrazione? O sono
rimasto sempre in piedi? Ho fatto la genuflessione dinanzi al Tabernacolo
entrando in Chiesa?
· Lavoro nel giorno festivo: Ho lavorato, senza esservi costretto da vera e grave
necessità, di Domenica, privandomi del giusto riposo e del tempo da dedicare
alla preghiera ed alla famiglia?
· Profanazione del luogo sacro: sono entrato in
Chiesa vestito in maniera indecorosa o indecente (con pantaloncini corti,
maglie senza maniche, scollature, gonne al di sopra del ginocchio)?
· Offese ai ministri di Dio: Ho parlato male
della Chiesa, del Papa, dei sacerdoti? Ho contestato pubblicamente o
privatamente le verità di fede cristiana o le posizioni del Papa e dei Vescovi?
· Peccati contro la fede e la morale cattolica: Sono favorevole a
dottrine contrarie al cristianesimo e condannate dalla Chiesa (aborto,
divorzio, contraccezione, eutanasia, fecondazione artificiale, etc)? Ho dato il
voto a partiti o persone che appoggiano queste aberrazioni? In passato ho
votato a favore dell’aborto o del divorzio?
· Superstizione: porto addosso o in casa amuleti,
portafortuna, corni, ferri di cavallo o altre cose superstiziose?
2. Rapporti con il
prossimo e con me stesso
· Verso i genitori: Ho onorato i miei
genitori? Li ho aiutati, anche economicamente, se sono nel bisogno? Mi prendo
cura di loro, se anziani, o preferisco tenerli in ospizio?
· Verso i figli: sono stato attento e premuroso? Li ho
corretti con amore, se hanno sbagliato? O ho lasciato correre per quieto
vivere? Ho pregato con i miei figli e in famiglia?
· Verso il coniuge: Ho litigato con
mia moglie/marito (magari davanti ai figli…)?
· Odi, rancori, inimicizie: Ho odi, rancori o
desideri di vendetta verso qualcuno? Sono in lite con qualcuno (non ci parlo), specialmente con qualche parente?
· Aborto: Ho abortito oppure cooperato all’aborto,
acconsentendovi o anche solo consigliandolo? Ho accompagnato qualcuno ad
abortire?
· Percosse: Ho usato violenza fisica contro le persone
(coniuge, figli, nemici)?
· Rapporti prematrimoniali? Se sono ancora
fidanzato, ho peccato contro la purezza e la castità (attraverso il petting o la fornicazione)?
· Adulterio: Ho commesso adulterio (anche solo col
pensiero o con lo sguardo)?
· Contraccezione: Ho adoperato mezzi contraccettivi contrari
alla morale cattolica (pillola, profilattico, spirale, coito interrotto)?
· Masturbazione: Ho commesso atti impuri in modo solitario?
· Immoralità: Ho visto spettacoli immorali, letto stampa
immorale, navigato su siti internet immorali?
· Pensieri impuri: ho volontariamente guardato ciò che non si
deve desiderandolo? Ho acconsentito e assecondato pensieri impuri?
· Peccati contro il buon uso del denaro e dei beni: Ho pagato i miei
debiti? Ho giocato d’azzardo? Ho restituito beni e denaro presi a prestito?
Sono stato onesto nello stabilire prezzi o parcelle professionali? Ho frodato
qualcuno (assicurazioni auto, clienti, fornitori, etc.)? Ho acquistato
materiale di cui sapevo con certezza la provenienza illecita o dal
contrabbando? Ho procurato gratuitamente danni all’ambiente (città, luogo di
lavoro, natura)?
· Volgarità e trivialità: sono volgare, triviale, scurrile nel
modo di parlare? Ho detto parolacce? Ho fatto discorsi osceni?
· Peccati contro la verità e la buona fama del
prossimo: Ho
mentito, alterando la verità? Ho parlato male di qualcuno? Di chi? Della
Chiesa, del Papa, di qualche sacerdote?
· Modestia e decoro nell’abbigliamento: Sono stato sempre
casto, dignitoso, decoroso e modesto nel modo di vestirmi?
