Stemma di don Leonardo Maria Pompei Don Leonardo Maria Pompei Sacerdote · Apostolato

Blog · 2020-05-02

L’uomo in cerca di Dio e Dio in cerca dell’uomo

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"Non tutti pregano. Ma molti sentono il bisogno e la nostalgia della preghiera. Nella preghiera si cerca Dio, che è sempre e incessantemente alla ricerca dell'uomo, da Lui tanto amato"



La preghiera cristiana è anzitutto una relazione vivente tra il Creatore e la creatura e, in particolare tra l’uomo e Gesù, rivelatore di Dio e mediatore tra lo stesso Dio e l’uomo. L’uomo di oggi sembra certamente aver smarrito il senso e il bisogno della preghiera, a causa del secolarismo imperante, della desacralizzazione di ogni cosa, del culto degli idoli e di una visione della vita relegata e mortificata alla sua sola ed esclusiva dimensione intramondana. Eppure, nei momenti difficili, critici, dolorosi dell’esistenza, negli affanni e nelle tribolazioni, nelle prove e nei momenti di angoscia, sono in molti ad entrare in una Chiesa, chiedere una grazia, accendere una candela alla Madonna o a un santo. Quel senso di Dio e quel bisogno della preghiera, soffocato e travolto da una vita spesso disordinata e tumultuosa, riemerge imperioso pur nell’assai imperfetta e circoscritta dimensione del grido quasi disperato elevato al Cielo dal profondo del dolore e dell’angoscia. Questi fenomeni, ancora molto diffusi, così come le numerose testimonianze di quel senso di benessere, di sicurezza, di protezione che ancora in molti - anche sedicenti atei, agnostici o non credenti - avvertono quando entrano in una bella Chiesa in cui il silenzio e il decoro siano debitamente e opportunamente custoditi, sono spie e segni di ciò che leggiamo nel catechismo della Chiesa Cattolica nella sezione che affronta “la chiamata universale alla preghiera”. In due paragrafi assai profondi e chiari, viene spiegato come qualunque sia la vita che sceglie o si trova a vivere, l’uomo ha inscritta in sé l’esigenza di Dio, come retaggio per così dire “strutturale” che dipende dal suo essere stato creato dall’Altissimo. Che l’uomo ci creda o meno, egli ha un’anima e quell’anima è stata creata direttamente da Dio con un atto ben preciso della sua eterna e santissima Volontà. Per quanto la sua bellezza duri meno di un nano secondo, perché è destinata ad essere - sciaguratamente - immediatamente macchiata dal peccato originale, il ricordo e la nostalgia di Dio permarranno sempre come anelito e esigenza profonda e mai sopita nel cuore di ogni uomo. La varietà e pluriformità di religioni ed esperienze religiose esistenti tuttora nel mondo sono la prova evidente di questa permanente e talora disperata ricerca di Dio da parte dell’uomo: “L’uomo è alla ricerca di Dio. Mediante la creazione Dio chiama ogni essere dal nulla all’esistenza. Coronato di gloria e di splendore, l’uomo, dopo gli angeli, è capace di riconoscere che il nome del Signore è grande su tutta la terra. Anche dopo aver perduto la somiglianza con Dio a causa del peccato, l’uomo rimane ad immagine del suo Creatore. Egli conserva il desiderio di colui che lo chiama all'esistenza. Tutte le religioni testimoniano questa essenziale ricerca da parte degli uomini” (CCC 2566).
Tale ricerca è preceduta e accompagnata da un’altra più sorprendente ricerca: quella di Dio nei confronti dell’uomo. Prima, infatti, che l’uomo cerchi Dio è Dio che cerca lui, come testimonia tutta la Rivelazione vetero e neotestamentaria. Di tale verità il cristianesimo, che annuncia addirittura che Dio si è fatto uomo per salvare l’uomo, è primo e autorevolissimo testimone. Dio sa e conosce l’abisso di miseria in cui versa il cuore umano segnato dalla colpa d’origine e dal peccato. E dal primo all’ultimo momento della sua esistenza non cessa di ordire sante trame di amore e misericordia con cui risvegliare nella creatura il senso e il bisogno di Dio e innescare così il suo cammino di ritorno a Lui. Quando i santi e divini “stratagemmi” amorosi vanno a buon fine avviene la conversione; e, una volta che c’è questa, si riscoprirà certamente la preghiera come bisogno di riallacciare il rapporto con quel Dio sommamente buono e santo, finalmente accolto, riscoperto e ritrovato. “Dio, per primo, chiama l’uomo. Sia che l’uomo dimentichi il suo Creatore oppure si nasconda lontano dal suo volto, sia che corra dietro ai propri idoli o accusi la divinità di averlo abbandonato, il Dio vivo e vero chiama incessantemente ogni persona al misterioso incontro della preghiera. Questo passo d’amore del Dio fedele viene sempre per primo nella preghiera; il passo dell’uomo è sempre una risposta. A mano a mano che Dio si rivela e rivela l’uomo a se stesso, la preghiera appare come un appello reciproco, un evento di alleanza. Attraverso parole e atti, questo evento impegna il cuore. Si svela lungo tutta la storia della salvezza” (CCC 2567).

Articolo di Don Leonardo Maria Pompei — Blog.