L'ubbidienza assoluta e perfettissima di Maria
Una virtù difficilissima. Per l’uomo decaduto, figlio della disubbidienza originaria di Adamo ed Eva, e per questo radicalmente incline alla superbia, non c’è virtù più difficile da praticare che l’ubbidienza. Essa è, infatti, la figlia primogenita dell’umiltà e l’ancella della carità. Chi non ubbidisce sicuramente non è umile e fuori dell’obbedienza non si ama autenticamente né Dio né il prossimo.
Maria, ubbidientissima anzitutto a Dio. All’angelo che Le presenta la sua missione Ella presta ubbidienza assoluta, autodefinendosi “schiava”. Ma non solo: specifica che l’essere “schiava” dell’Altissimo era ciò che costituiva la sua essenza di persona e la sua caratteristica unica: non disse “eccomi, sono la schiava” (in questo caso l’io di Maria sarebbe stato preesistente e precedente al suo essere schiava di Dio), ma “ecco la schiava di Dio”, ovvero il mio Io si identifica totalmente con l’essere schiava di Dio: Egli parla ed Io ubbidisco ed ubbidirò, sempre e senza alcuna condizione… L’ubbidienza di Maria all’Angelo fu difficilissima, per tanti motivi: Ella conosceva tutte le sofferenze che avrebbe dovuto affrontare il Messia e sarebbero divenute le sue; Ella amava santamente san Giuseppe e sapeva di dovergli dare un immenso dolore, dal momento che, per umiltà, non poteva rivelare la verità al suo sposo; Ella sapeva che, se si fosse saputo della sua gravidanza, sarebbe stata condannata alla pena della lapidazione… Ci faccia capire tutto questo quanto è importante ubbidire e come tutte le buone motivazioni che sempre si portano per non farlo non sono altro che miseri pretesti…
Maria ubbidientissima alla legge di Dio. Insieme a san Giuseppe portano il Bambino al rito della presentazione al Tempio, in cui la donna ebrea, tra l’altro, doveva sottoporsi al rito della purificazione, in quanto il sangue copioso perso durante il parto si riteneva che la rendesse impura. Maria non perse sangue e suo Figlio non aveva certo bisogno di sottoporsi al rito della presentazione, ma la Sacra Famiglia, ubbidientissima, andò senza indugio al Tempio per compiere il proprio dovere di buoni ebrei. Inoltre ogni anno faceva il pellegrinaggio a Gerusalemme, come sappiamo dall’episodio dello smarrimento di Gesù dodicenne al Tempio.
Maria ubbidientissima e sottomessa agli uomini per amore di Dio. Maria ubbidì sempre a san Giuseppe. Nell’episodio della fuga in Egitto e in quello del ritorno a Nazareth, l’angelo appare sempre a san Giuseppe: ed è lui che poi decide la fuga e il ritorno. Maria, pur essendo immensamente più grande e più santa di lui, ubbidì così come ubbidiva sempre al suo sposo, che per Lei, in quanto capo famiglia, rappresentava un superiore costituito in autorità su di Lei da Dio. Ubbidiva anche alle autorità civili, in quanto non rifiutò di porsi in viaggio per il censimento, nonostante le sue condizioni di estrema prossimità al parto.
Ubbidienza eroica nella storia. Quando venne il tempo della vita pubblica, Maria non si oppose alla partenza del Figlio, né tanto meno si sarebbe mai opposta al suo sacrificio cruento, come dimostra anche il suo stare eroicamente sotto la croce. Gesù stesso lodò non tanto la sua Maternità Verginale, quanto piuttosto la sua obbedienza, nel Vangelo in cui rispose, a chi si complimentava con sua Madre per la sua maternità, che piuttosto sono beati quelli che ascoltano la Parola di Dio e la osservano.
I figli di Maria e l’obbedienza
La Madonna, parlando a santa Brigida della sicurezza che vi è nell’obbedire al padre spirituale, le disse: “l’ubbidienza conduce tutti alla gloria del cielo”.
Sempre a santa Brigida, la Madonna rivelò che per i meriti della sua obbedienza aveva ottenuto dal Signore il perdono per tutti i peccatori che fossero ricorsi a Lei pentiti.
L’obbedienza è il più grande sacrificio. Sappiamo che la Madonna chiede sempre di offrire a Dio sacrifici e penitenze. Ma, e lo dice anche la Scrittura, il più grande sacrificio di tutti è l’ubbidienza, ed il più gradito a Dio. Si può non obbedire solo quando l’autorità comanda una cosa che è peccato, oppure quando abusa della sua autorità; fuori di questi casi è necessario (ed è gradito a Dio), obbedire sempre. San Filippo Neri diceva che su tutte le cose che abbiamo fatto per obbedienza Dio non ci giudicherà. Se sono sbagliate, giudicherà (anche molto severamente) chi ce le ha comandate…
Due esempi significativi. Un frate a cui era apparsa la Madonna, fu chiamato per portare la comunione a un malato. Egli lasciò la cella (dove c’era la Madonna!) e per ubbidienza gliela portò. Al ritorno la Madonna stava ad aspettarlo e si complimentò con lui. Un altro frate, invece, si trattenne in cella per fare le sue devozioni dopo il suono della campanella che chiamava al refettorio: la Madonna lo rimproverò assai severamente, perché neanche la preghiera, né nessuna mortificazione è gradita a Dio se si esce dalla santa obbedienza…
Si deve obbedire anche ai consigli… La Madonna, nel suo modo di parlare, non dà mai ordini perentori e categorici. Dice sempre: “desidero, vi chiedo, vorrei…”. Ma chi è ubbidiente non aspetta i comandi per ubbidire! Similmente nei nostri giorni nessun confessore o guida spirituale dà ordini categorici, se non in casi rarissimi e molto gravi. Ma disattendere i suoi consigli e le sue esortazioni denota un’anima ben lontana dallo spirito di vera e sincera obbedienza…
L’obbedienza di Maria negli scritti di Maria Valtorta
Dialogo all’inizio della vita pubblica
- “Non rimanere sola Mamma… Fatti venire le parenti. Sarò più tranquillo, Madre, e Tu sai se ho bisogno di essere tranquillo per compiere la mia missione. Il mio amore non ti mancherà. Io verrò spesso… Mamma, quest’ora doveva venire. È iniziata qui, quando ti appar-ve l’Angelo: ora scocca e dobbiamo viverla, vero Mam-ma? Dopo verrà la pace della prova superata e la gioia”
- Gesù si alza e Maria con Lui e alzano il volto al cielo. Due ostie vive che splendono nell’oscurità. Maria carezza la mano destra di Gesù e le sue ginocchia. Gesù carezza Maria sul braccio e sul capo. Si abbracciano e si baciano amorosamente più volte. Sembra sempre che si vogliano lasciare, ma Maria torna a stringere a Sé la sua Creatura. È la Madonna, ma è una mamma infine, una mamma che si deve staccare dal suo Figlio e che sa dove conduce quel distacco. Non mi si venga più a dire che Maria non ha sofferto. Prima lo credevo poco, ora più affatto. Gesù prende il mantello blu scuro e se lo drappeggia sulle spalle. Poi si passa a tracolla la bisaccia, di modo che non gli ostacoli il cammino. Maria lo aiuta e mai finisce di accomodargli la veste e il manto e il cappuccio e intanto lo carezza ancora. Gesù va verso l’uscio dopo aver tracciato un gesto di benedizione nella stanza. Maria lo segue sull’uscio ormai aperto e si baciano ancora. La via è solitaria, silenziosa, bianca di luna. Gesù si incammina. Si volta ancora per due volte, a guardare la Mamma che è rimasta appoggiata nello stipite, più bianca della luna e tutta lucente di pianto silenzioso. Gesù si allontana sempre di più, mentre Maria piange sempre contro la porta. Poi Gesù scompare ad una svolta della via. È cominciato il suo cammino di evangelizzatore, che terminerà al Golgota. Maria entra piangendo e chiude la porta. Anche per Lei è cominciato il cammino che la porterà al Golgota…e per noi…
Un colloquio tra Maria ed una giovane pagana convertita
- “Io sono la Madre di tutti… e non devo esserlo di uno solo. Non lo sono esclusivamente neppure di Gesù… Tu vedi come lo lascio andare senza trattenerlo… Vorrei essere con Lui, questo sì. Ma se Lui giudica che io devo restare qui finchè Egli non dica: ‘ vieni’, io resto. Le sue soste qui? Le mie gioie di Mamma. Le mie peregrinazioni con Lui? Le mie gioie di discepola. Le mie solitudini qui? Le mie gioie di fedele che fa la volontà del suo Signore”.
- “Quel Signore ti è figlio, Maria” – le dice Maria di Alfeo.
- “Sì, ma è sempre il mio Signore…”
- Vorrei che quando pensate a Maria, meditaste questa sua agonia durata 33 anni e culminata ai piedi della Croce. Ella l’ha sofferta per voi. Per voi le derisioni della folla che la giudicava madre di un pazzo. Per voi i rimproveri dei parenti e delle persone di importanza. Per voi la mia apparente sconfessione: ‘mia Madre e miei fratelli sono quelli che fanno la volontà di Dio’. E chi più di Lei la faceva, ed una volontà tremenda, che le imponeva la tortura di veder suppliziare il Figlio? Per voi le fatiche di raggiungermi qua e là. Per voi i sacrifici: da quello di lasciare la sua casetta per mescolarsi alle folle a quello di lasciare la patria per il tumulto di Gerusalemme. Per voi il dolore di sentirmi accusato di possessione diabolica, di eresia. Tutto per voi. Ed io ho sofferto di veder soffrire mia Madre, di doverla condurre, come Agnella mansueta, al supplizio, di doverla straziare coi successivi addii, a Nazareth all’inizio del mio ministero, durante le mie visite a casa, dopo l’ultima Cena e l’ultimo, atroce, sul Calvario”.
Messaggi di Maria
“La disobbedienza dei sacerdoti e dei religiosi ai loro superiori e al santo Padre offende molto il cuore di Gesù”. (La Madonna alla beata Giacinta di Fatima, 1919).
Prepararsi al Natale. “Figli diletti, è la Notte Santa. Passatela con Me nella preghiera, nel silenzio, nel raccogli-mento e nell’attesa. È ormai trascorso questo giorno, che Io ho passato con l’aiuto prezioso del mio Sposo, percorrendo l’ultimo tratto di un faticoso cammino. È stato il mio giorno più lungo. Ma alla sera, quando si entra nella città che deve accoglierci, ogni porta si chiude. Ad ogni nostra domanda è pronto un nuovo rifiuto. Così il gelo, che da tanto aveva intirizzito le mie membra, incomincia ad entrare nel mio animo e, come una spada dolorosa, mi ferisce nel profondo di tutta la mia vita. Devo donarvi l’Atteso delle genti nel momento in cui nessuno Lo accoglie. Sta per nascere l’Amore e il gelo dell’egoismo chiude il cuore di tutti. Solo la pietà di un povero ci indica una grotta vicina. Nel buio, nel freddo, presso una mangiatoia, su cui è disposto un poco di fieno, avviene il divino prodigio. Le stelle, il canto degli Angeli, la luce che piove dal cielo; ma attorno alla Culla c’è solo il calore di due cuori umani che amano, il cuore del mio castissimo Sposo e il mio Cuore verginale di Madre. Ma al Bambino che nasce basta il caldo di questo amore. Figli diletti, in questa notte santa vi voglio tutti con Me, attorno alla Culla del mio Bambino. Le porte delle case sono chiuse. Le nazioni si sono ribellate al Signore che viene e tramano per lottare contro il suo regale dominio. Il gelo più grande ricopre il cuore degli uomini. C’è tanto freddo in quest’ora sul mondo! È il freddo dell’odio, della violenza, dell’egoismo sfrenato. È il gelo della mancanza di amore che uccide. Ma in questa Notte Santa, attorno alla Culla, col mio Cuore e con quello del mio Sposo Giuseppe, voglio anche i vostri piccoli cuori. Insieme amiamo, preghiamo, ripariamo, riscaldiamo d’amore Gesù Bambino, che ancora nasce per voi. I vostri cuori che amano sono per Lui un grande conforto. Attraverso voi, formati nel Cuore Immacolato della Madre, questo Bimbo vuole aprire all’amore tutto il mondo”. (La Madonna a don Stefano Gobbi, 24.12.1980).
