Stemma di don Leonardo Maria Pompei Don Leonardo Maria Pompei Sacerdote · Apostolato

Blog · 2020-05-22

Pregare con i Salmi

← Tutti gli articoli
Dio insegna all'uomo la preghiera: il Salterio è il libro 
in cui la parola di Dio diventa preghiera dell’uomo


L’excursus del Catechismo della Chiesa Cattolica sulla preghiera nell’Antico Testamento prosegue con la considerazione di altre tre grandi figure veterotestamentarie (Mosè, Davide ed Elia) fino a culminare nella grande preghiera biblica dei Salmi che, come è noto, è la base essenziale della preghiera liturgica ufficiale della Chiesa, rivestendo per questo un ruolo di capitale importanza. Questi tre personaggi biblici, peraltro, sono tutte “figure” di Cristo e personificazione della sua preghiera sacerdotale (Mosè), regale (Davide) e profetica (Elia). Anche il fedele battezzato, che partecipa del sacerdozio comune di Cristo (ossia il triplice munus sacerdotale, regale e profetico) può e deve trovare in queste figure un paradigma e un punto di riferimento per comprendere forme e caratteristiche della propria preghiera.
In Mosè appare con evidenza la potenza della preghiera di intercessione a favore del popolo di cui egli divenne, per divina volontà, guida, mediatore e sacerdote. L’avvincente esperienza esistenziale e religiosa di Mosè, che parte da un colossale fallimento di vita per il quale misteriosamente passavano i disegni di Dio, culmina anzitutto in un rapporto intimo, personale e privilegiato di Dio, con il quale parlava “a faccia a faccia” (Es 33,11), come “con un suo amico” (CCC 2576). Spesso amava intrattenersi a lungo con Dio e nelle sue intense orazioni portava davanti a Lui le esigenze e le miserie del popolo affidato alle sue cure. Troviamo Mosè che intercede per il popolo di Dio anzitutto in occasione della guerra contro gli Amaleciti (cf Es 17,8-13) e poi nella supplica per la guarigione dalla lebbra di Maria, colpita dalla piaga della lebbra (Nm 12,13-14). Ma la grande preghiera sacerdotale di Mosè si manifesta in tutta la sua potenza nella grande intercessione a favore del suo popolo in occasione del gravissimo peccato di idolatria (Es 32,1-34,9) compiuto adorando il vitello d’oro. La forza della preghiera di Mosè ottiene misericordia per il popolo e fa desistere Dio dal proposito di distruggerlo (cf CCC 2577). Appare assai agevole la possibilità di accostare tale intercessione a quella incessante di Cristo Gesù, l’unico e vero “mediatore tra Dio e gli uomini” (1Tm 2,5, cf CCC 2574).
Anche la preghiera di Davide fu caratterizzata da un profondo rapporto personale con Dio, da un alto senso di adorazione e di lode (non si dimentichi che egli è il redattore della maggior parte dei Salmi) e conobbe anche quel particolare aperto di espressione dolorosa che è il pentimento (volta ad ottenere la divina misericordia in occasione del grave peccato di adulterio e omicidio commesso a causa di Betsabea, cf 1 Sam 11-12). 
Anche Elia, il primo della lunga schiera dei profeti di Israele, ebbe una profondissima esperienza di preghiera intima e personale con il Signore, che toccò il suo apice nella delicata e deliziosa teofania del monte Oreb, in cui il Signore lo consolò e rafforzò nel suo difficile cammino manifestandosi a lui attraverso “il mormorio del vento leggero” (1Re 19,12-13). Anche Elia stette, come tutti i profeti, sovente “da solo a solo con Dio” (CCC 2584), imparando in questo rapporto personale e intimo ad attingere luce e forza per compiere degnamente l’austera  e impegnativa missione profetica.

Infine i Salmi. “Il Salterio è il libro in cui la parola di Dio diventa preghiera dell’uomo. Negli altri libri dell’Antico Testamento «le parole dichiarano le opere di Dio per gli uomini e chiariscono il mistero in esse contenuto». Nel Salterio le parole del salmista esprimono, cantandole per Dio, le sue opere salvifiche. Il medesimo Spirito ispira l’opera di Dio e la risposta dell’uomo. Cristo unirà l’una e l'altra. In lui, i salmi non cessano di insegnarci a pregare” (CCC 2587). La preghiera dei Salmi fu preghiera del popolo di Israele, fu preghiera di Gesù e di Maria Santissima, fu, è e certamente sempre sarà la preghiera della Chiesa Sposa e Corpo di Cristo, che eleva incessantemente la lode al suo Dio e Signore. “Le espressioni multiformi della preghiera dei salmi nascono ad un tempo nella liturgia del Tempio e nel cuore dell’uomo. Si tratti di un inno, di una preghiera di lamentazione o di rendimento di grazie, di una supplica individuale o comunitaria, di un canto regale o di pellegrinaggio, di una meditazione sapienziale, i salmi sono lo specchio delle meraviglie di Dio nella storia del suo popolo e delle situazioni umane vissute dal salmista. Il salmo è benedizione del popolo, lode a Dio, inno di lode del popolo, applauso generale, parola universale, voce della Chiesa, canora professione di fede” (CCC 2588-2689).

Articolo di Don Leonardo Maria Pompei — Blog.